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Terza età: attività fisica e benessere psicologico

In Italia più di due individui su dieci hanno almeno 65 anni. L'invecchiamento della popolazione, ricorda l'Istat, è una delle caratteristiche peculiari del nostro Paese. Questo aspetto rappresenta una sfida per il sistema sanitario nazionale, visto il carico di malattie croniche e non, che si associano alla terza età. Vivere quanto più possibile in buone condizioni di salute è però possibile. 

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Piccoli segnali da non sottovalutare

La gestione della salute può indurre ansia, soprattutto quando i costi sanitari sono elevati e l'accesso al trattamento può essere ostacolato. Ma questo non rende meno importante controllarsi regolarmente per assicurarsi di essere sano. 

Inoltre, è necessario monitorare il tuo corpo per tutti i tipi di cambiamenti in quanto tali fluttuazioni possono fornire informazioni vitali. Ad esempio, è possibile monitorare la pressione sanguigna o indossare un tracker di attività per il tuo esercizio fisico, per il battito cardiaco e per il sonno. 

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Con gli anni si diventa più ottimisti

Con il passare degli anni, le persone tendono a diventare più ottimiste e ad apprezzare maggiormente la loro qualità di vita. Lo sostiene uno studio presentato durante il congresso dell’American Society of Aging “Aging in America Conference 2017”, che si è tenuto il 22 marzo a Chicago (Usa), dai ricercatori dell’organizzazione di ricerca indipendente Norc dell’Università di Chicago. Secondo gli autori, gli anzianiavrebbero una maggiore tendenza a vedere il “lato positivo delle cose” rispetto ai giovani.

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Terza età: Danni al cervello anche da consumo moderato di alcolici

Durante la terza età, il cervello potrebbe essere danneggiato non solo dall’ abuso di alcol, ma anche dal suo consumo moderato. Gli anziani che consumano regolarmente modeste quantità di alcolici – pari a 8 bicchieri di vino, 8 bottiglie di birra o 8 bicchierini di liquore a settimana – avrebbero, infatti, probabilità più elevate di sperimentare cambiamenti cerebrali significativi, inclusi la perdita della memoria e le difficoltà linguistiche, rispetto alle persone astemie o ai bevitori occasionali. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista BMJ dai ricercatori britannici dell’Università di Oxford e dell’University College di Londra, diretti da Anya Topiwala, che dichiara: “Io non consiglierei di bere con moderazione come strategia per evitare il declino cognitivo”.

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Olio extravergine d’oliva protegge il cervello

Il consumo regolare di olio extravergine d’oliva potrebbe proteggere il cervello e rallentare il declino cognitivo. Lo sostiene uno studio pubblicato sulla rivista Annals of Clinical and Translational Neurology da tre scienziati italiani, Domenico Praticò e Elisabetta Lauretti della Temple University di Philadelphia (Usa), e Luigi Iuliano dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. Inoltre, sarebbe capace di ridurre la formazione delle placche amiloidi e dei grovigli neurofibrillari, due segni tipici della malattia di Alzheimer.

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Scarpe : un problema per le persone anziane

Durante la terza età, una scarpa non idonea può influire negativamente sulla qualità della vita. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Revista da Associação Médica Brasileira da un gruppo di ricerca spagnolo diretto da Daniel López López, dell’Università di La Coruña. Secondo gli esperti, gli anziani che indossano scarpe “sbagliate” sperimentano più dolore, disturbi di salute e problemi funzionali. Si tratta di difficoltà che potrebbero essere evitate semplicemente scegliendo calzature corrette.

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Artrite, i consigli

L’artrite è una malattia caratterizzata da uno stato infiammatorio cronico. Rigidità e dolori articolari sono i sintomi principali. Tra le sedi più colpite ci sono le mani. Ecco alcuni consigli per contenere l’impatto dell’artrite sulla vita di tutti i giorni. 

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I settant’anni sono i nuovi sessanta

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Plos One dai ricercatori dell’Universitò di Stony Brook (Usa), dell’International Institute for Applied Systems Analysis (Iiasa) di Laxenburg (Austria) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), i settantenni di oggi potrebbero essere come i sessantenni di ieri.

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