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Dispositivi elettronici e bambini :un ostacolo o una risorsa per il loro sviluppo ?

Tv, tablet, Smartphone sono sempre più diffusi tra i bambini, questi dispositivi sono facilmente accessibili e il loro impiego è osservabile anche in età precocissime. Ma quale impatto hanno sullo sviluppo cognitivo e linguistico ? Costituiscono una fonte di interferenza?
La letteratura scientifica si è prevalentemente occupata, e da tempo,degli effetti e oggi sono disponibili numerosi studi che forniscono sempre più certezze sull’argomento.
Il primo dato che emerge è la conferma che un numero sempre maggiore di bambini guarda programmi televisivi e utilizza dispositivi . Per molti genitori costituiscono un’efficace opportunità per impegnare  i loro figli . Il tempo che i bambini dedicano ai nuovi media è sottratto ad attività, quali ascolto della lettura, gioco creativo e interazione verbale, il cui beneficio per lo sviluppo cognitivo e l’acquisizione del vocabolario è ampiamente dimostrato. Sulle conseguenze cognitive dell’uso della televisione e degli altri strumenti video, i dati della letteratura sono contrastanti. L’esposizione precoce è associata a disturbi dell’attenzione e a una compromissione della capacità, ma non sembra avere alcuna relazione con lo sviluppo delle competenze linguistiche e delle abilità visuo-motorie.
Nel caso dei programmi televisivi, è opportuno distinguere tra fruizione
diretta o frontale (foreground television) e fruizione indiretta o in sottofondo (background television). Si parla di televisione frontale nel caso di programmi specificamente dedicati alla visione dei bambini, che
richiedono la loro attenzione. L’effetto del contenuto varia in funzione dell’età. Per quanto riguarda videogiochi e programmi televisivi con contenuti violenti, le ricerche convergono nel rilevare un’influenza negativa e il rischio di comportamenti aggressivi sia nei bambini di tre anni sia in quelli più grandi Sulle trasmissioni educative invece le evidenze sono discordanti. Nei bambini con età superiore ai due anni, gli effetti sulle competenze cognitive sono positivi ; nei bambini più piccoli invece gli effetti sono negativi o assenti . Indipendentemente dal tipo di trasmissione, una eccessiva esposizione alla televisione può causare disturbi dell’attenzione
I bambini non sempre sono in grado di comprendere il contenuto dei programmi e spesso richiedono visioni ripetute per poterlo memorizzare . Storie animate che includono sequenze molto rapide e frequenti cambi di immagine possono causare disturbi delle funzioni esecutive. In generale, al di là dei contenuti proposti, la fruizione frontale passiva di uno strumento potenzialmente sedentario come la televisione ha effetti negativi sullo sviluppo cognitivo del bambino .
L’assenza di interazione è l’elemento critico che rende i programmi televisivi
e quelli videoregistrati strumenti meno efficaci rispetto all’ascolto della lettura . Si parla di background television quando la televisione è accesa nelle immediate vicinanze di un bambino impegnato in altre attività. I bambini con meno di due anni sono indirettamente esposti alla televisione mediamente per cinque ore e mezzo al giorno . Le trasmissioni guardate dai genitori catturano l’attenzione dei bambini ma per loro sono incomprensibili, distraggono i bambini mentre giocano e allontanano gli adulti dall’interazione con i figli. Numerose ricerche hanno mostrato che la presenza di una televisione accesa, anche se ignorata e distante, è associata a una riduzione qualitativa e quantitativa della relazione genitore-bambino, a un ritardo dello sviluppo linguistico, a una difficoltà a mantenere l’attenzione durante il gioco e a problemi di salute quali disturbi del sonno e obesità .L’esposizione alla televisione, soprattutto quella indiretta, si osserva più frequentemente in caso di bambini che non frequentano istituzioni educative e che vivono con un solo genitore, in famiglie a basso reddito o con genitori con bassa scolarità. Diversamente dagli strumenti video e dal loro uso diretto o indiretto, il tablet e, più in generale, le nuove tecnologie touch screen sembrano costituire una potenziale risorsa e offrire vantaggi di tipo educativo . Si tratta, in realtà, di un dibattito non ancora risolto e certamente destinato a coinvolgere, nel prossimo futuro, anche un pubblico di non specialisti. Per questo motivo, anche se ancora mancano dati empirici, l’American Academy of Pediatrics (AAP) intende rivedere le sue linee guida sull’esposizione dei bambini agli schermi. L’AAP, che riunisce oltre sessantamila pediatri nordamericani, ha consigliato ai genitori di non fare utilizzare schermi luminosi ai bambini minori di due anni e di limitarne l’uso, per i bambini più grandi, ad un massimo di due ore al giorno. Con le nuove linee guida, vista la diffusione dei tablet e la possibilità da parte dei bambini di interagire attivamente con i dispositivi elettronici, il limite dei due anni sembra destinato a cadere. Su tutto questo il dibattito è aperto.