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Così i bambini imparano a parlare delle quantità

I bambini imparano le espressioni che esprimono quantità (tutti, alcuni) in un ordine predicibile universalmente. Lo dimostra uno studio internazionale cui ha collaborato l’Università di Milano-Bicocca, pubblicato sulla rivista PNAS. La scoperta potrà aiutare in futuro a diagnosticare più correttamente i deficit linguistici nelle situazioni multilingue
I bambini imparano a parlare di quantità allo stesso modo, a prescindere dalla loro lingua madre. Lo dimostra lo studio internazionale “Cross-linguistic patterns in the acquisition of quantifiers”, cui ha partecipato l’Università di Milano-Bicocca insieme con numerosi atenei europei, asiatici e americani, pubblicato sulla rivista PNAS, Proceedings of the national academy of sciences .

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La nostra mission

Il “Riabil Center” è una struttura che si occupa dei disturbi motori e della comunicazione da circa 15 anni ed è gestita dalla sottoscritta D’Ingianna Francesca, in qualità di Titolare e Legale Rappresentante. Laureatami all’Università di Pisa 25 anni fa, da sempre il mio interesse prioritario è stato quello di creare un servizio per gli utenti che fosse rispondente al loro bisogno di salute in merito a problematiche che investono la sfera della comunicazione e di conseguenza, nella stragrande maggioranza dei casi, anche quella motoria, nella considerazione del fatto che se un bambino non parla spesso non riesce neanche a muoversi correttamente e non riesce a svolgere quelle attività quotidiane che lo facciano essere autonomo anche sotto il profilo relazionale. La persona è un insieme di azioni, funzioni, comportamenti che devono evolversi in modo armonioso, per tanto qualsiasi intervento atto ad educare e/o rieducare deve sottendere alla considerazione che la multidisciplinarità e la multisensorialità, è quello più efficace. L’approccio pedagogico globale, la interazione di più figure professionali, nello svolgimento delle proprie funzioni, operano per un unico obiettivo: l’ottimizzazione della qualità della vita ed il reinserimento del paziente, in ambito familiare, scolastico, lavorativo e sociale. 

Non a caso, nel nostro centro si ha cura particolare dei rapporti con la famiglia, parte integrante del progetto rieducativo individuale, con la scuola e con gli ambiti sociali vissuti dai nostri pazienti, i quali, ospiti della struttura, vengono accolti con cordialità e messi a loro agio, creando un ambiente poco medicalizzato, familiare ma allo stesso tempo professionale. 

Credo molto nei benefici della prevenzione e puntare sulla corretta informazione dei rischi legati a stili di vita sbagliati, è un compito che porto avanti da sempre mediante l’organizzazione di seminari, convegni e corsi di formazione. Già docente a contratto con L’Università della Calabria e Magna Graecia di Catanzaro, attualmente, ricopro il ruolo di docente presso scuole di formazione accreditate con la Regione Calabria, per corsi di Operatore Socio Sanitario e per i quali la stessa struttura ospita i corsisti per il tirocinio tecnico/pratico, organizzato nel pieno rispetto della privacy dei nostri pazienti, opportunamente informati e a cui viene chiesto il consenso per la presenza dello studente esterno. Membro del Comitato Scientifico della Fondazione Giovanni Paolo II, coordino un progetto di formazione per logopedisti ed educatori operanti in un Istituto di nome Effetà, sito in Betlemme, e che ospita 160 bambini affetti da sordità congenita. Da Tutor di una Logopedista laureatasi in Italia e ritornata in Betlemme, città nativa, è stato aperto un ambulatorio di logopedia proprio in quella sede, per i tanti bambini affetti da disturbi del linguaggio e della comunicazione e che non trovano ricovero nei pochi servizi presenti su quel territorio. Una esperienza bellissima che ha avvallato il concetto che i bambini sono uguali in tutto il mondo e che si possono comprendere anche se non si parla la loro lingua. 

Autrice del libro “Sordità e apprendimento: un approccio pedagogico” edito da il Coscile Editore, nel 2005, la cui prefazione è a firma del Prof. Ettore Cassandro, per molto tempo responsabile degli impianti cocleari presso il Mater Domini di Catanzaro, ho sostenuto ed avviato la collaborazione tra il Prof. Cassandro ed il Prof Spadafora dell’UNICAL, al fine di inserire nell’ambito della formazione dei Logopedisti e dell’area medica della Università Magna Graecia, l’aspetto pedagogico per l’approccio multidisciplinare nella riabilitazione del paziente sordo, nella convinzione che il sordo non può solo essere rieducato dal punto di vista logopedico ma va necessariamente sostenuto anche negli apprendimenti scolastici con il giusto supporto delle psicopedagogiste e delle insegnanti di sostegno.

L’interazione, per tanto, tra la famiglia, la scuola e il centro di rieducazione logopedica fanno dei nostri protocolli, il fiore all’occhiello del nostro centro.

Queste esperienze sono messe a disposizione dei nostri utenti con cui si condividono gioie e dolori e ai quali  si cerca di trasmettere quel coraggio e quella fiducia necessari per adeguarsi ed accettare quelle condizioni  che sono “diverse” ma che comunque permettono sempre di raggiungere dei risultati soddisfacenti per la vita, la migliore possibile. 

L’obiettivo principale del Riabil Center è quello di porsi al servizio degli utenti come riferimento soprattutto per l’età evolutiva (da 0 a 18 anni), garantendo, comunque, anche interventi riabilitativi ai pazienti adulti. L’approccio multidisciplinare e plurisensoriale è frutto di una concezione della vita che pensa alla persona come “individuo”, quindi unica. Pertanto, i protocolli riabilitativi sono strettamente individualizzati e partono dalle potenzialità residue del paziente per perseguire obiettivi a breve, medio e lungo termine, per il raggiungimento del massimo dell’autonomia, nel rispetto dell’outcome globale previsto all’interno del PRI. Attenzione particolare viene posta verso i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), per i quali a seguito della somministrazione di test specifici, vengono elaborati interventi pedagogici e di didattica speciale per accompagnare nel percorso della formazione scolastica, i nostri piccoli pazienti eludendo anni di frustrazione che inficiano contestualmente tutte le relazioni. Attività ricreative e laboratoriali come corsi di teatro, musicoterapia e attività sportive permettono, infine, esperienze di vita comune, il miglioramento dell’autostima e l’effettiva integrazione.

Dall’esperienza maturata negli ultimi anni, tuttavia, anche i pazienti adulti hanno visto soddisfatto il loro bisogno di salute. Per gli adulti il percorso riabilitativo è volto anche al mantenimento degli obiettivi raggiunti, proponendo attività e formazione per stili di vita adeguati. 

Sempre attenti alle esigenze dei nostri pazienti e considerando quali possono essere le loro aspettative, abbiamo redatto un questionario anonimo con domande aperte e chiuse, che consegniamo ai nostri pazienti per conoscere il loro gradimento rispetto ai servizi offerti. Dall’analisi degli ultimi dati, è emerso che sono ampliamente soddisfatti e sono stati dati suggerimenti rispetto all’incremento delle attività di gruppo per promuovere momenti di socializzazione per il loro bisogno di vivere una vita “normale” con i propri figli.

Non a caso, si stanno sostenendo e creando associazioni di famiglie non a scopo di lucro e che vivono lo stesso problema, il cui statuto ha come principio fondante, l’informazione medico-scientifica e sociale nonché l’attivazione di attività ricreative e ludiche.

Siamo al servizio della nostra gente, siamo al servizio di chi ci chiede di essere aiutato nell’ottica che il bene comune appartiene a tutti, nessuno escluso, e che per tanto, ognuno di noi, nel proprio ruolo e nello svolgimento delle proprie mansioni, contribuisce alla salvaguardia dei diritti umani.

Per questo e per tutto quello detto precedentemente, l’aggiornamento continuo che ogni operatore attua secondo le proprie esigenze e  per conto del centro,  permette la crescita personale, umana e professionale dell’intera équipe, nella consapevolezza che il nostro lavoro è una missione verso i più deboli, verso i più fragili.

L’ascolto, la mediazione, l’aggiornamento continuo, la professionalità, l’accoglienza, nonché l’umanizzazione del rapporto col paziente, sono alla base della politica del Riabil Center, dove gli utenti trovano risposte efficaci ed efficienti al proprio bisogno di salute.